| Urlare nel Deserto |
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"Sono stato una volta nel deserto e non mi sono sentito solo come a Milano" Una piacevole sorpresa, un crescendo di emozioni e di risate, un pout pourri di novità, uno spettacolo drammaticamente comico. “Urlare nel deserto” come un turbine che si annuncia a folate e spesso raccoglie, per poi sparpargliarli senza ordine, avanzi post moderni e kitsch, invenzioni e genialità in un pulviscolo incoerente ed impazzito. Un'impresa titanica che soltanto un grande professionista riesce a compiere. Un pezzo di teatro cabaret che parla di terre lontane incontaminate dove gli europei ma soprattutto gli italiani svernano spesso comportandosi da conquistatori. Uomini e donne a volte ridicoli nei loro approcci agli autctoni che trattano con la sufficienza tipica di chi viene da un paese ricco e che si atteggiano a Indiana Jones convinti che tutto possono pretendere quando pagano. Il tutto narrato coll'indispensabile aiuto della musica eseguita dal vivo e con il coinvolgimento del pubblico perché per Midani la satira è libertà di dialogare con gli spettatori per coinvolgerli in esilaranti improvvisazioni. “ Non sempre hai davanti un pubblico preparato, che viene a vederti per scelta, per cui le reazioni non sono sempre le stesse, ma il meccanismo che usi sì: lo scopo è quello di portare il pubblico al finale che t'interessa, naturalmente senza che se ne accorga. L'abilità di questo modo di fare cabaret è non dare mai niente per scontato, senza seguire dei filoni prestabiliti” .
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