Il Valore della satira – “Mari monti e commissari”

gennaio 29, 2016

Il Wall Street journal lo chiamava Zar dell’ Antitrust, ma con tutto il rispetto, io la faccia da Zar non la vedo proprio.
Vedrei piuttosto un bel “Il Commissario Monti”, originale televisivo in venti puntate, non stile Montalbano che è troppo attivo e mediterraneo, ma un Commissario Colombo meno comico e molto più bello.
Se penso che nel 2000, in Svezia, Danimarca e Finlandia, è quasi riuscito a dar vita ad un’insurrezione, quando disse no alla fusione tra Scania e Volvo, mi vien da pensare che quando il Prof. Monti monta su ne tira fuori delle belle. Lui sostiene che la concorrenza non è né di destra, né di sinistra, quindi riguarda solo il centro, vedremo cosa dice Mastella, ammesso che Grillo gli dia il permesso di parlare.

Comunque il professore non sempre azzecca il significato del “sottotesto” che alcuni concetti esprimono. Per esempio egli crede che molti italiani, a proposito di Nicolas Sarkozy, giovane condottiero francese, pensino: “Se l’avessimo anche noi…”. Il nostro esimio prof non sa che il pensiero reale degli italiani è “se l’avessimo anche noi… la Carla Bruni, che è roba nostra”.
Anche a proposito del nostro denaro, mi sembra affermasse che non avremmo mai svalutato, ora io non ho ben chiaro il meccanismo della svalutazione del denaro, ma so’ che da noi la benzina non costa come a Dubai. Qui, caro professore, l’unica possibilità è pensare, il nostro denaro non è svalutato, chi se ne frega se la benzina aumenta, tanto io metto sempre dieci euro e i petrolieri facciano come vogliono. Vede professore io che ho sempre creduto che il Cif fosse un detergente per la cucina, scopro che è il consorzio italiano fiammiferi, e magari l’amministratrice delegata è la piccola fiammiferaia. Del resto anche il nostro commendatore Mario una volta ha affermato in una intervista: «Ho letto e non ho capito». Si è molto meravigliato, a differenza di noi che ci meravigliamo quando riusciamo a capire.

Bisogna dire che gli economisti di alto livello certe battute se le tirano, come si fa a fare una commissione sul debito pubblico e chiamarla “Comitato Spaventa sul debito pubblico”, chiamatelo almeno “speriamo”. Già in Italia se una cosa è pubblica non è di nessuno figuriamoci se poi è un debito.

Comunque avanti miei prodi verso i monti su quelle alture la gloria ci aspetta, mi stavo domandando, si è un po’ persa la linea monti, a quando professore, un Ministero o una Presidenza del consiglio?
Un po’ di sana concorrenza non guasta.

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